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Pubblicato il decreto sull’indicazione di origine dei derivati del pomodoro

Pubblicato il decreto sull’indicazione di origine dei derivati del pomodoro

I derivati del pomodoro non saranno più un mistero, arriva l’obbligo di pubblicazione.

Sulla Gazzetta ufficiale è stato pubblicato un nuovo decreto interministeriale che introduce l’obbligo di indicazione d’origine dei derivati del pomodoro.

Il ministro Martina commenta così il provvedimento: 

Andiamo avanti sulla strada della trasparenza in etichetta e della qualità, soprattutto in una filiera strategica come quella del pomodoro. Le nuove etichette aiuteranno a rafforzare i rapporti tra chi produce e chi trasforma. In questo modo tuteliamo non solo i nostri prodotti, ma anche il lavoro delle nostre aziende e i consumatori. Siamo convinti che questa scelta debba essere estesa a livello europeo, garantendo così la piena attuazione del regolamento Ue 1169 del 2011. I cittadini hanno il diritto di conoscere con chiarezza l’origine delle materie prime degli alimenti che finiscono sulle loro tavole. 

In etichetta dovranno essere riportati, in una posizione che li renda facilmente distinguibili, due Paesi: quello di coltivazione del pomodoro e quello di trasformazione dello stesso.

Il decreto riguarda conserve e concentrati di pomodoro, oltre ad ogni prodotto contenente una percentuale minima del 50% di derivati del pomodoro.

Questo decreto deriva da una richiesta sempre maggiore di trasparenza e l’82% degli italiani la richiede senza indugi.

Si partirà con un regime di sperimentazione che durerà 2 anni per permettere di studiare i risultati di questo nuovo intervento all’insegna della trasparenza e chiarezza nei confronti del consumatore.

Il presidente dell’Anicav, Antonio Ferraioli, si definisce pienamente soddisfatto del nuovo decreto:

Esprimiamo grande apprezzamento e confidiamo che questo possa porre un argine alle speculazioni sterili e strumentali che la nostra industria ha subito e continua a subire e garantire al consumatore la massima trasparenza, pur nella consapevolezza che sarà necessaria un’omogeneizzazione tra la regolamentazione nazionale e quella comunitaria per evitare che la norma abbia un’efficacia limitata soltanto al territorio italiano, come già avviene per la passata di pomodoro. 

Fonte: Mipaaf

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12259

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