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La siccità preoccupa anche gli olivicoltori

La siccità preoccupa anche gli olivicoltori

Il Lazio, come buona parte del resto d’Italia, è a secco.

La situazione è ormai critica in varie zone, si stanno razionalizzando consumi e prelievi ove possibile ma i problemi più grossi sono soprattutto per l’Agricoltura, dall’ortofrutta alla viticoltura ma, ormai è chiaro, anche per il settore olivicolo. 

Nel Lazio si sta affrontando una siccità che va avanti quasi da 6 mesi, che forse è giunta al termine proprio in questi giorni con le prime sporadiche piogge.

Visti tra l’altro i danni provocati al nord dalla violenza con la quale sono scese le prime precipitazioni dopo tanto caldo c’è di che preoccuparsi anche da noi.

La mancanza di acqua può creare danni seri al raccolto olivicolo, in Puglia si parla già di un calo della produzione del 30% mentre in Toscana un sacerdote è arrivato a celebrare le messe “ad petendam pluviam”, ovvero per chiedere la pioggia.

Al momento la situazione del Lazio appare meno grave di altre aree, i terreni sui quali vengono coltivati gli ulivi – soprattutto nell’areale pontino e dei Lepini – sembrano tenere meglio e avere risorse ataviche da mettere a disposizione, ma di certo se non arriverà presto una buona pioggia ristoratrice saranno guai seri anche da noi.

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