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Fine e inizio anno, tempo di statistiche per l’Ortofrutta

Fine e inizio anno, tempo di statistiche per l’Ortofrutta

In Italia è il rapporto Coop, a livello continentale invece si fa riferimento all’Eurostat, ma in entrambi i casi si tratta di analizzare i consumi dell’anno passato e fare previsioni per quello futuro.

Fortunatamente per le aree produttive laziali, in particolare agro pontino e viterbese, l’ortofrutta sembra godere di buona salute e, anzi, le statistiche danno per certa una ulteriore crescita.

Secondo il “Rapporto Coop” a cura dell’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori), abbinato al sondaggio di fine anno Coop-Nomisma, la spesa degli italiani per la frutta dovrebbe aumentare dell’1% nel 2018 e dello 0,8% nel 2019; quella per vegetali (patate incluse) dello 0,7% quest’anno e dello 0,6% il prossimo.

Aumenti simili a quelli fatti registrare nell’anno appena concluso, anche grazie ad un balzo incredibile (+13%) proprio nelle ultime settimane, con acquisti in massa in vista delle festività natalizie. 

Andando al livello europeo invece, secondo i dati Eurostat il commercio di prodotti ortofrutticoli freschi tra gli Stati membri dell’Unione Europea rimane stabile in volume e cresce del 5% in valore.

Parliamo, è vero, del primo semestre del 2017 ma il dato è comunque confortante, se pensiamo che le statistiche evidenziano un consolidamento degli scambi di ortofrutta tra i maggiori Paesi importatori dell’Ue.

La Germania rimane il primo mercato di importazione con 4,6 milioni di tonnellate nel primo semestre 2017, praticamente lo stesso volume del primo semestre 2016.

Dietro alla Germania si posizionano Francia (2,2 milioni di tonnellate), Paesi Bassi (1,9 milioni) e Regno Unito (1,73 milioni).

Per quanto riguarda invece l’export, la Spagna si distingue come il principale Paese esportatore con 6,5 milioni di ton, in crescita dell’1,5% rispetto al primo semestre 2016.

Anche Francia e Belgio sono cresciuti, rispettivamente a 2,1 (+5%) e 2 milioni di ton (+6%). Registra invece un calo del 5% l’Olanda, che ha registrato 3,7 milioni di ton.

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