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Drupacee, listini in calo secondo ISMEA

Drupacee, listini in calo secondo ISMEA

Ulteriore regressione per i listini dei prezzi delle drupacee secondo i dati ISMEA.

A quanto pare le alte temperature di questi ultimi giorni non hanno avuto un’influenza positiva sul settore mentre rimane forte l’afflusso di merce di provenienza estera.

Se andiamo a vedere la situazione delle fragole si nota subito una certa disomogeneità fra le diverse aree produttive, con un lieve rialzo solo nelle zone di Forlì e Verona e stabili le quotazioni negli areali bolognesi e laziali a fronte di un’offerta in equilibrio con la domanda.

Una flessione dei listini ha interessato il prodotto cuneese, ferrarese e rodigino a fronte dei maggiori quantitativi esitati.

L’innalzamento delle temperature ha favorito la maturazione delle albicocche, spingendo le operazioni di raccolta in tutta la penisola.

L’accavallamento tra le differenti produzioni ha determinato una forte concentrazione di prodotto sui mercati, risultati peraltro appesantiti dalla presenza di merce di provenienza spagnola.

La domanda sebbene interessata non è riuscita ad assorbire la totalità dell’offerta.

Pesche e nettarine vedono attuarsi il fisiologico incremento dell’offerta sui mercati per l’intensificarsi e l’estendersi delle operazioni di raccolta.

All’incremento dell’offerta non è corrisposta un’adeguata attività della domanda.

In tale contesto le contrattazioni concluse si sono svolte sulla base di quotazioni in netto calo rispetto all’esordio della passata campagna.

Prosegue a pieno ritmo la raccolta delle ciliegie con disponibilità in ulteriore incremento.

I prezzi continuano a posizionarsi su livelli inferiori anche rispetto alla stessa settimana della passata campagna di commercializzazione.

È ufficialmente iniziata anche la raccolta dei meloni in gran parte delle zone vocate della penisola, a quanto pare senza variazioni di prezzo per le angurie e i meloni di origine siciliana, in un contesto di mercato non particolarmente dinamico, mentre si aspettano dati più precisi per il Lazio e l’areale pontino, tra i maggiori produttori di angurie del Paese.

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