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Vinitaly si chiude con grandi soddisfazioni per il Lazio

Vinitaly si chiude con grandi soddisfazioni per il Lazio

di Fabio Ciarla

La più grande fiera del vino italiana si chiude con numeri e soddisfazioni importanti per la viticoltura laziale, almeno per quelle aziende che sono state capaci di ritagliarsi una propria identità.

I primi riconoscimenti sono arrivati ancor prima dell’apertura dei cancelli della fiera, con la proclamazione dei vini inseriti nella guida “5 Star Wines – The Book” realizzata da Vinitaly International in sostituzione del vecchio concorso di Vinitaly appunto.

Ben 16 i vini del Lazio che hanno raggiunto la fatidica soglia di 90 punti su 100, termine minimo per essere inseriti nella guida, a cominciare dal Miglior Vino Rosato in assoluto, ovvero l’Albiola I.G.P. Lazio Rosato 2016 di Casale Del Giglio che ha raggiunto il punteggio di 92/100.

Ancora meglio, in termini assoluti, ha fatto Casale Vallechiesa con il Frascati Superiore D.O.C.G. Heredio 2016 che ha raggiunto quota 93, a 91 invece arriva (per il secondo anno consecutivo nella selezione) il Lazio I.G.T. Bellone Castore 2016 della Cooperativa Cincinnato di Cori, stesso punteggio per il Lazio I.G.P. Shiraz 2015 ancora di Casale Del Giglio.

Corposa la sfilza di vini a quota 90: Cannellino di Frascati D.O.C.G. 2014 di Villa Simone (Roma), Cesanese del Piglio D.O.C.G. Superiore Riserva Torre Del Piano 2013 di Casale della Ioria (Acuto), Cesanese del Piglio D.O.C.G. Superiore Riserva Vajoscuro 2013 di Giovanni Terenzi (Serrone), Circeo D.O.P. Rosso Nobilvite 2016 V.G. di Cantina Villa Gianna (Sabaudia), Moscato Di Terracina D.O.C. Secco Oppidum 2016 di Cantina Santandrea (Terracina), Nettuno D.O.P. Cacchione Neroniano 2016 di Casa Divina Provvidenza (Nettuno) e ben 6 etichette di Casale del Giglio: Lazio I.G.P. Bianco Antinoo 2014, Lazio I.G.P. Bianco Passito Aphrodisium 2015, Lazio I.G.P. Cabernet Sauvignon 2013, Lazio I.G.P. Petit Verdot 2014, Lazio I.G.P. Rosso Madreselva 2013, Lazio I.G.P. Viognier 2016.

Premi che possono essere un trampolino di lancio per le aziende laziali, da confermare ovviamente con una partecipazione sempre più ampia ad eventi e iniziative di questo tipo, consapevoli che la qualità sta crescendo e in alcuni casi è confermata ormai da anni.

Serve quindi solo di fare squadra, trovare gli strumenti adatti e promuovere quanto di buono si sta facendo nelle vigne del Lazio.

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