Olio ma anche olive, dall’oro nero del basso Lazio alle proprietà benefiche del consumo fresco

Olio ma anche olive, dall’oro nero del basso Lazio alle proprietà benefiche del consumo fresco

Mangiare olive non solo è piacevole ma può fare anche molto bene.

Sono numerosi gli studi collegati a questo frutto che arricchisce le campagne laziali, così come quelli per l’olio.

L’ultimo è stato realizzato dall’Università di Jaén, in Spagna, e si è focalizzato sui benefici delle olive verdi da tavola fermentate.

Sembra infatti che questa lavorazione aumenti la percentuale di batteri probiotici nelle olive, realizzando così una funzione molto utile per il nostro organismo.

Oltre a contenere vitamine, acidi grassi monoinsaturi e Sali minerali, queste olive quindi – grazie al potenziale di batteri probiotici di cui sopra – sarebbero importanti contro i batteri patogeni e capaci di degradare gli zuccheri complessi.

Ma dal verde passiamo al nero con l’Oliva di Gaeta Dop, tipica del basso Lazio, coltivata a Itri e dintorni, che ha ottenuto la Denominazione Protetta proprio lo scorso anno.

Si può parlare di un vero “oro nero” per la sua gustosità e la sua diffusione sul mercato, si presenta leggermente affusolata, di colore nero – violaceo appunto, di sapore vinoso, amarostico con sfumature acetiche.

Si stacca bene dal nocciolo ed è quasi un unicum nel panorama delle olive italiane.

Anche in questo caso siamo di fronte ad un’ottima soluzione in cucina e nell’economia agroalimentare de Lazio

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