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Olio d’oliva, prezzi stabili ma negli Stati Uniti aumentano i controlli

Olio d’oliva, prezzi stabili ma negli Stati Uniti aumentano i controlli

La situazione del mercato dell’olio d’oliva sembra stabile, anche i Paesi vicini che sono grandi esportatori di prodotto (Grecia e Tunisia) non stanno portando sul mercato grandi quantità e anche per questo i prezzi resistono ad un calo generalizzato dei prodotti agricoli.
Ma il problema principale rimane la qualità e la sua riconoscibilità sul mercato, mentre in Italia si discute ancora – senza trovare una soluzione – sui prezzi minimi dell’extravergine rispetto ai costi di produzione, negli Stati Uniti si lavora per stringere e rendere più efficaci i controlli sugli oli d’oliva importati.
Un aumento di attenzione teso a verificare la conformità dei prodotti con le norme vigenti, anche in materia di etichettatura.
Una decisione che inizialmente sembrava stimolata, e forse si partiva proprio da lì, solo dalle varie ipotesi di truffa registrate negli ultimi anni ma che, in seconda battuta, è stata accolta con favore dagli operatori.
Maggiori controlli sulle importazioni, o comunque una più alta attenzione in un mercato che produce quantità minime autonomamente, significa anche maggiore tranquillità dei consumatori e una più chiara differenziazione della qualità.
Il che dovrebbe favorire Paesi come il nostro, ovvero l’olio extravergine d’oliva italiano che ha costi di produzione alti ma anche una qualità intrinseca importante e distinguibile. 
Allora viene da pensare, ma non sarà il caso di scegliere questa strada anche da noi?
La Food and Drug Administration ha da sempre una certa rispettabilità a livello di controlli, se si è sentita la necessità di aumentare i controlli probabilmente lo scopo è più di uno e dipende magari dall’aumento di consumo di olio d’oliva negli Stati Uniti, che è arrivato a 300 mila tonnellate l’anno.
Bene, prendiamo il buono di questa proposta e pensiamola utile anche per l’Italia, potrebbe essere una strada per tranquillizzare il consumatore e aiutare i produttori di qualità, premiando con un sistema certo di controlli e verifiche chi mette in bottiglia olio extravergine di oliva che ha le caratteristiche per chiamarsi tale e che, di certo, è anche più buono.
 
di Fabio Ciarla

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