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I piccoli produttori contro i registri telematici e la burocrazia: così chiudiamo

I piccoli produttori contro i registri telematici e la burocrazia: così chiudiamo

Crediamo che si debba rallentare questa corsa alla burocratizzazione estrema, dove per ogni azione concreta sono richieste decine di pezzi di carta e gigabyte che tanti di noi non hanno la possibilità di seguire, di compilare e di pagare: i nostri piccoli numeri ci impongono delle scelte, e noi alla fine dobbiamo scegliere sempre la terra, la pianta, il vino. Inoltre, non siamo più disposti a dover pagare corsi e consulenti per poter fare il nostro lavoro. In pratica, non vogliamo mantenere un’economia virtuale e parassitaria, spesso rappresentata dalle associazioni di categoria, sindacati o società di consulenza.

Questo è solo un estratto della lettera firmata da 200 piccoli produttori di vino, ma molti di più sono già pronti a sostenere la battaglia, e inviata al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina contro l’introduzione dei registri telematici.

In particolare queste piccole aziende, che rappresentano numericamente il 90% del tessuto produttivo italiano, chiedono regole differenti rispetto ai grandi per non essere costrette a ore di lavoro sostanzialmente inutili, a pagare profumate parcelle ai consulenti chiamati a rispondere alle varie richieste di documentazione dai numerosi organismi di controllo cui è sottoposta la vitivinicoltura in Italia.

Un altro punto fondamentale è infatti proprio l’armonizzazione e l’accentramento a un solo ente del controllo, il che richiederebbe meno burocrazia, controlli e registri unificati.

Troppe volte i singoli vignaioli sono costretti a compilare, in modo però diverso e sempre con il rischio della sanzione per qualsiasi piccolo errore, registri che tracciano in pratica gli stessi processi ma che, evidentemente, sono tenuti da organismi diversi e non comunicanti tra loro.

Nella lettera, che si può legger per intero anche sul sito Slow Food (https://www.slowfood.it/slowine/200-vignaioli-scrivono-al-ministro-martina-basta-la-burocrazia-strozza-le-aziende/), si parla anche di patentini e della proposta di una disobbedienza civile nel caso non vengano accolte le istanze presentate.

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